I veicoli che hanno segnato anni importanti nel corso della storia della Malossi

63 anni di storia e tanti progetti alle spalle, nati grazie ai veicoli che hanno segnato la storia di generazioni

La storia dei veicoli

Yamaha TY 50

1978

Un anno importante per il mercato internazionale delle moto: in questo periodo i più importanti produttori giapponesi sbarcano in Europa con nuovi modelli tecnologicamente avanzati per il tempo, come la Yamaha TY 50, una moto da enduro dotata di motore 50cc a due tempi con soluzioni tecniche nuove, solitamente dedicate alle sorelle di cilindrata maggiore. L’azienda Malossi si chiamava Casa del Carburatore: l’attività principale era infatti quella di progettare e produrre collettori di aspirazione e altri componenti da associare a carburatori maggiorati per incrementare le prestazioni partendo dall’alimentazione. Nel caso della Yamaha TY 50 questa soluzione non portò però all’incremento di prestazioni solitamente raggiunto da altri veicoli, perciò, complice la richiesta da parte di un cliente che voleva associare un motore maggiorato all’impianto di alimentazione, Ugo e Sandro Malossi si misero al lavoro per creare quello che diventerà il primo kit completo prodotto dell’azienda, composto da cilindro, testa, pistone, scarico e impianto di alimentazione.

Motobecane e Peugeot

1980

Dopo il grande successo raggiunto dai prodotti per potenziare la piccola moto giapponese in Francia e Nord Europa, in Malossi si studia attentamente il mercato francese per capire quali modelli potrebbero diventare nuovi destinatari delle parti speciali di Calderara di Reno. La scelta cade su Peugeot e Motobécane, molto diffusi principalmente oltralpe perché ai tempi ogni stato nazionale aveva i propri veicoli prodotti all’interno delle proprie frontiere: in Italia infatti era il Ciao di Piaggio a dominare il mercato. Dopo circa un anno di ricerca nascono i kit, composti dall’intero gruppo termico, collettore e carburatore, scarico (in foto la marmitta “Anaconda”). Per la prima volta viene introdotto un nuovo elemento, fondamentale per il futuro della produzione dell’azienda e per le prestazioni di questi ciclomotori: il pacco lamellare. A questo elemento si aggiunge anche un nuovo carburatore nato grazie alla consolidata collaborazione con Dell’Orto che, su esplicita richiesta dei tecnici Malossi, produce una versione con un Ø max maggiorato, che arriva fino a 15 mm, ancora in gamma oggi.

Vespa Special e PX

1983

Dopo l’esordio sul mercato francese e il grande successo dei kit dedicati ai ciclomotori prodotti da Peugeot e Motobécane, Malossi affronta il mercato italiano producendo alcuni kit per uno tra i mezzi più diffusi nel nostro paese: la mitica Vespa Piaggio. Dopo il successo internazionale dei kit più completi, molto apprezzati in Francia, Belgio e Paesi Bassi, in Malossi si capisce che il momento è ideale per affrontare il mercato italiano con una gamma di prodotti più ampia, dedicata ad uno dei mezzi più amati del tempo. I tecnici di Calderara mettono così a punto kit dedicati ai veicoli Piaggio, inizialmente composti da gruppo termico, alimentazione e scarico, sfruttando l’esperienza maturata nella produzione delle parti speciali per Yamaha TY, una moto con soluzioni tecnologiche più avanzate rispetto alle due ruote di Pontedera. Il primo passo nella preparazione di questi veicoli è stato quello di eliminare la valvola rotante dall’alimentazione per fare spazio a un più performante pacco lamellare, soluzione che posiziona subito Malossi come azienda portatrice di innovazione, prima ad introdurre questa soluzione sulla Vespa.

Cagiva Elefant 125

1986

A partire dalla metà degli anni ’80 cominciano ad affacciarsi sul mercato mondiale una serie di modelli di moto sportive con cilindrata di 125cc, equipaggiati con motori a due tempi che garantiscono potenze elevate e prestazioni di tutto rispetto, solitamente prodotte per due versioni: una stradale, l’altra da enduro. Malossi vede nel successo commerciale di questi veicoli un’opportunità per lanciarsi sul mercato dell’aftermarket per motocicli di piccola cilindrata e i suoi tecnici accettano una grande sfida: produrre kit capaci di donare maggior potenza a veicoli già molto veloci, senza comprometterne la durata e l’affidabilità. Partendo dall’esperienza maturata con i kit per la Yamaha TY 50 quasi un decennio prima e grazie alla continua ricerca tecnologica che non ha mai lasciato Calderara di Reno, viene messo a punto il primo gruppo termico raffreddato a liquido pronto per equipaggiare questi piccoli bolidi, partendo dall’iconico Cagiva Elefant 125 (in foto), per arrivare ai modelli proposti da Honda, Aprilia, Yamaha e Gilera, sia enduro che stradali.

Malossi MVR

1988

Il 1988 per Malossi è un anno importante dove le sfide non si limitano al mercato, ma arrivano direttamente in pista. In questi anni il team ufficiale si batte nelle competizioni dedicate ai ciclomotori di 50cc organizzate in Francia. Forti del grande lavoro fatto per incrementare al massimo le prestazioni dei ciclomotori made in Francia, i tecnici di Calderara giungono alla conclusione che l’impostazione del telaio di derivazione originale non è sufficiente a garantire il massimo delle prestazioni generate dal kit messo a punto per questo tipo di veicoli. Da questa necessità nasce MVR, il primo veicolo 100% made in Malossi. Il nuovo telaio a V si dimostra subito all’altezza delle aspettative: associato alla componentistica Malossi progettata per gareggiare nel Trofeo Ipermatic, che comprende anche un gruppo termico raffreddato a liquido di 49cc, per rispettare i regolamenti dell’epoca, e l’intero carter motore, diventa il punto di riferimento di questa competizione, aperta a tutte le case produttrici di parti speciali dell’epoca. Un sogno diventa realtà: nasce il ciclomotore 50cc MVR “il Malossi” interamente progettato e realizzato in azienda. L’azienda amplia il numero di case motoristiche con cui collaborare. L’azienda si apre ulteriormente al mondo.

 

Booster MBK Honda Dio

ANNI ‘90

La realizzazione dei primi kit per ciclomotori automatici MBK e Peugeot porta Malossi ad affacciarsi al mondo racing. Questi scooter infatti sono i protagonisti di trofei monomarca molto seguiti, soprattutto in Francia. Nasce così la divisione racing sotto la guida di Sandro: si disputano Trofei Malossi non solo in Italia ma anche in Grecia, Inghilterra, Spagna, Francia e Germania. La produzione si arricchisce ulteriormente con i kit per Vespa 50 PX e T3: quello italiano diventa il primo mercato di riferimento per l’azienda.

 

Piaggio Quartz

1992

L’esperienza dei tecnici Malossi nel mettere a punto i primi kit per gli scooter giapponesi arrivati sul mercato a inizio anni ’90, e per diversi modelli di case italiane come Piaggio e Aprilia, apre la strada alla produzione di parti sempre più performanti, pensate per essere utilizzate all’interno di competizioni specifiche. È proprio in questi anni che nasce il marchio MHR (Malossi Hyper Racing), un acronimo che sin dalla sua nascita accompagna le parti speciali più performanti progettate a Calderara di Reno. Il primo scooter scelto per questo equipaggiamento da gara è il Piaggio Quartz, tra i veicoli più performanti dell’epoca, con un telaio adatto a ospitare gruppi termici potenziati e, soprattutto, raffreddati a liquido. I primi Quartz da pista montavano un gruppo termico portato a 70cc, trasmissioni e rapporti sviluppati e prodotti utilizzando materiali di altissima qualità, alimentazioni maggiorate e scarichi all’avanguardia. Quest’ultima componente, l’espansione MHR Scooter Racing, entra a far parte della storia delle modifiche per scooter: prima di lei nessun produttore aveva costruito uno scarico con il silenziatore in posizione sovrapposta alla pancia dello scarico! Questa soluzione venne pensata per rispettare il regolamento del Campionato Italiano Scooter, che non permetteva a nessuna parte del veicolo di sporgere oltre il limite della ruota posteriore, e da quel momento venne adottata come standard da tutte le case partecipanti.

Piaggio Zip

1996

Partendo dallo sviluppo delle parti speciali marchiate MHR dedicate al primo scooter raffreddato a liquido di casa Piaggio, l’indimenticabile Quartz, Malossi continua la sua ricerca verso prestazioni sempre più estreme, individuando dopo diversi test lo Zip Sp come il veicolo più adatto a essere preparato per le competizioni in pista. Dal 1996 il catalogo di parti speciali dedicate a questo piccolo bolide non ha mai smesso di crescere, a partire dai primi kit che comprendevano un cilindro in alluminio, molto più prestazionali rispetto ai precedenti cilindri in ghisa. Una potenza più elevata ha obbligato l’ufficio tecnico Malossi a sviluppare parti speciali in grado di gestirla al meglio e scaricarla a terra: per la prima volta dalla sede di Calderara di Reno vengono prodotti alberi motore a spalle piene e una centralina per controllare al meglio tutta l’elettronica dello scooter. I test in pista svelano nuove necessità per il team ufficiale, che manifesta l’esigenza di sospensioni capaci di donare allo scooter una maggiore rigidità e la possibilità di regolazioni specifiche. La soluzione a questa sfida si chiama RS24, il nuovo brand che identifica le sospensioni scooter specifiche per la pista e che alza il livello di qualità di questa componente, introducendo per la prima volta su questo tipo di veicoli ammortizzatori a gas. In questi anni nasce un altro importante brand Malossi che sarà destinato a una lunga storia che arriva fino ad oggi: 7.1, l’olio ideale per le competizioni, nato proprio per assicurare le migliori prestazioni in pista.

Yamaha Majesty

1999

Tra la fine degli anni ’90 e i primi 2000 il mercato nazionale e internazionale scooter cambia con l’arrivo di nuovi veicoli, caratterizzati da gruppi termici a quattro tempi e cilindrate superiori a 50cc, i cosiddetti “maxiscooter”. Il grande successo commerciale di questi mezzi mette la direzione e i tecnici Malossi davanti a una scelta: investire o meno nello sviluppo di parti speciali per quattro tempi? La sfida viene prontamente accettata e lo studio di questi veicoli comincia partendo dal diffusissimo Yamaha Majesty 250. Primi a credere nell’aftermarket per maxiscooter, superando tanti scetticismi da parte degli addetti ai lavori, Malossi produce un gruppo termico a quattro tempi per Majesty 250 con cilindro e pistone maggiorati, portando la cilindrata complessiva a 290cc, garantendo la massima affidabilità grazie all’utilizzo di materiali di prim’ordine. Nasce così il primo motore della ormai ampia gamma 4Stroke, a cui viene associata una trasmissione ad hoc, con il Multivar in versione “maxi” capace di replicare il successo avuto con la configurazione per 50cc. La risposta positiva del mercato permette all’azienda di ampliare anno dopo anno l‘offerta per questi veicoli, rendendo disponibili alberi a camme, valvole e ingranaggi secondari per tutti i maxiscooter più diffusi al tempo, dando inizio a un’avventura che non si è mai più fermata.

 

Yamaha T-Max

2001

A partire dal 2001 la casa dei tre diapason si affaccia sul mercato con un maxiscooter capace di cambiare in parte la percezione dell’intera categoria: con il T-Max 500, Yamaha riesce a conquistare il mercato internazionale, introducendo nuove e interessanti soluzioni tecniche per permettere a questo veicolo di raggiungere prestazioni importanti, unite a un design sportivo che fino a quel momento aveva caratterizzato esclusivamente le moto della casa. La sfida si compone quindi di due obiettivi ambiziosi da raggiungere: produrre componenti di altissima qualità in grado di superare le prestazioni del veicolo con configurazione originale, senza però comprometterne l’affidabilità, viste le lunghe percorrenze che il T Max si presume dovrà affrontare. Per raggiungere questi obiettivi ambiziosi, in Malossi si introducono processi di controllo qualità e controllo produzione ancora più stringenti: ogni componente che da qui in poi uscirà dalla sede di Calderara di Reno dovrà corrispondere allo standard che si è deciso di rispettare. Partendo dalla trasmissione, esaltata da un variatore Multivar progettato ad hoc, Malossi continua a progettare e produrre parti speciali seguendo i diversi aggiornamenti che negli anni hanno portato all’evoluzione di questo scooter: dopo la trasmissione nascono scarichi, gruppi termici e molte altre componenti che, se messe alla prova in pista, riescono a esaltare l’attitudine sportiva di questo scooter, facendogli raggiungere prestazioni molto elevate.

 

Vespa Gt

2003

Vespa GTS, variante sportiva dello scooter italiano più famoso al mondo e simbolo del made in Italy, fa innamorare chi cerca l’anima sportiva dentro lo stile immortale di Vespa. La nuova testa del motore a 4 tempi V4 HEAD Malossi regala a Vespa ancora più brio e dinamicità. Malossi, che fino ai primi anni 2000 si era dedicata esclusivamente all’elaborazione di motori e componenti a 2 tempi, decide di affrontare la sfida della progettazione e realizzazione di una testa motore a 4 tempi. Nasce il V4 HEAD in lega primaria di alluminio fusa per gravità, con valvole in lega di acciaio, cobalto e rame trattate termochimicamente. La vera sfida ingegneristica del V4HEAD è stata creare una testa versatile che potesse essere montata, in abbinamento con i gruppi termici Malossi, dalla cilindrata 125 cc fino alla 300 cc. Allestire i motori Vespa GTS ha permesso al gruppo Malossi di farsi ulteriormente apprezzare dal pubblico internazionale, diventando sempre più portabandiera dell’artigianalità italiana nel mondo.

 

Yamaha R125

2010

Nei primi anni 2000 Yamaha introduce nell’YZF – R125 importantissimi cambiamenti nell’assetto; è infatti tra i primi veicoli 125 cc che passa dal carburatore tradizionale ad un inedito sistema di iniezione elettronica. Malossi comprende a pieno l’importanza strategica di questa novità, che unisce i pregi del carburatore (erogazione corposa) e quelli dell’iniezione (potenza ai regimi elevati), prevedendo che molte case produttrici di moto 125 e scooter si sarebbero avvalse della stessa soluzione. Iniziano quindi studi e prove tecniche per coniugare la nuova centralina elettronica con i cilindri maggiorati forniti da Malossi. Nascono così, primi sul mercato come componenti abbinati – il cilindro completo di centralina I-TECH Malossi. Si tratta di cilindri maggiorati ad alta prestazione e di assoluta affidabilità, progettati e realizzati con sistema CadCam che, grazie al know how di altissimo livello che l’azienda sa esprimere, possono ridefinire il ciclo termo fluidodinamico, il sistema di raffreddamento ed i calcoli strutturali. Cilindri maggiorati che si sono rivelati eccezionali soprattutto per le prestazioni in accelerazione. Malossi decide di produrre anche le sole centraline aggiuntive FORCE MASTER, con speciali mappature in grado di ottimizzare la carburazione.

 

Piaggio Zip

2013

Dopo anni di continua ricerca e spunti innovativi, il carter motore era diventata la parte più critica e vulnerabile poiché non riusciva più a supportare adeguatamente la potenza erogata dagli altri componenti Malossi progettati nel tempo. Da qui la decisione di percorrere la strada della creazione e realizzazione per intero di un carter motore. Nascono così il carter motore MHR C – ONE e successivamente il carter motore MHR RC – ONE, che segnano un ulteriore punto di svolta per l’azienda. Questo nuovo carter rappresenta una vera rivoluzione: consente di alzare la cilindrata a 94cc e di erogare una potenza superiore ai 30 cv. Ha poi un pregio ulteriore: la modularità. Può essere infatti montato con la nuova linea di cilindri Flanged Mount Testa Rossa e creare così un motore ad altissima prestazione adatto per tutti gli usi. Il primo motore RC – ONE è stato montato su tutti i veicoli dotati in prima battuta del motore Piaggio LC 50 cc 2 T. Dopo due anni è stata rilasciata sul mercato la versione RC – ONE per tutti i veicoli dotati in prima battuta del motore Yamaha Minarelli LC 50 cc. Il motore RC –ONE, oltre all’altissimo gradimento del pubblico, ha portato un’altra enorme soddisfazione in casa Malossi: è infatti il motore dei 6 record Mondiali di Bonneville

 

Piaggio Ciao

2015

Dal 2015 abbiamo la certezza che il vintage non è più una moda passeggera ma un vero e proprio trend duraturo (iniziato nel 2008). Gli ordinativi di componenti per mezzi come Piaggio Ciao e Si raggiungono livelli interessanti, segno del grande amore di una nicchia di appassionati per questi veicoli che hanno fatto la storia. Malossi nel 1989 propone per Piaggio Ciao un componente altamente innovativo, che ha fatto la storia: il carter motore completo con alimentazione lamellare. La sfida più impegnativa consisteva nell’ adattare gli spazi dell’originale alimentazione rotante in favore dell’alimentazione lamellare che necessitava di spazi maggiori. Malossi, riuscendo in questa impresa, si è imposta nel mercato come produttore leader di componenti per questi mezzi. Ma abbiamo fatto anche molto di più: abbiamo regalato a Piaggio Ciao grinta e carattere inserendo un carburatore da 19 mm (in sostituzione dell’originale da 10 mm). Il carter motore prodotto da Malossi si è rivelato, negli anni, altamente resistente oltre che performante.

 

Vespa PX125

2019

Proprio durante la fiera dei motocicli per eccellenza, Eicma, Malossi rende omaggio agli appassionati della Vespa PX 125, presentando due nuovi carter: V-ONE e VR-ONE. Il primo dedicato all’amatore, il restauratore, il viaggiatore o il semplice turista della domenica alla ricerca di un componente perfettamente sostituibile all’originale, non richiede di apportare modifiche al veicolo. Il carter della gamma MHR, pensato invece per il preparatore alla ricerca delle massime prestazioni, della migliore fluidodinamica interna e della maggiore possibilità di sviluppo motore.

Piaggio Zip

Zip SP: Il sogno di tutti è targato anni ’90

Velocità e potenza senza compromessi per l’iconico scooter che si trasforma in una macchina da competizione grazie ai componenti MHR più performanti. Il missile della Piaggio si tinge delle tonalità Malossi e diventa la punta di diamante delle competizioni dell’azienda Bolognese grazie al suo innato spirito sportivo. Malossi decide fin da subito di puntare su questo gioiellino, che ad oggi è il mezzo a due ruote con più componenti in gamma.

Lo Zip corre nei Trofei Malossi nella categoria Scootermatic

Vespa I-Get 125

Vespa 125 I-Get: il mito immortale dallo stile grintoso

Il mezzo che ha fatto sognare intere generazioni e che ha conquistato tutto il mondo, nato per gli ambienti prettamente urbani, viene accessoriato da Malossi e sfodera tutto il suo carattere sportivo. In pista la Vespa è un vero animale da gara: equipaggiata e graficata di giallo, arancione e rosso, il mezzo che ha reso nota la casa motociclistica toscana negli anni ’60, sfoggia fiero il simbolo del leone che gli regala alcuni cavalli ed uno stile ancora più distintivo.

La Vespa corre nei Trofei Malossi nella categoria Malossi Racing Academy

Yamaha Aerox

Yamaha Aerox: nato per competere

Concepito per la strada, ma nato per la pista: all’apparenza uno scooter dalle carene più sportive, l’Aerox è un perfetto compromesso tra stabilità e velocità. Malossi decide di adottarlo fin da subito sia per i test della componentistica, sia per le competizioni, portandolo in pista con una veste all’apparenza ancora più aggressiva.

L’Aerox corre nei Trofei Malossi nella categoria Trofeo Nazionale Scooter Velocità

Yamaha T-Max: il re dei maxiscooter

Malossi ha preso il re e gli ha dato le armi che gli servivano per diventare il tiranno delle piste da corsa, con un motore da 560cc, pistoni forgiati, sistema di scarico ultraleggero e la trasmissione automatica più famosa del mondo, il Multivar. Burnout e impennate sono il metodo più diffuso per celebrare una vittoria in questa categoria dove ogni gara incorona sì il pilota più veloce, ma anche il più affidabile dei T-Max.

Il T-Max corre nei Trofei Malossi nella categoria T-Max Cup

Ciao Porter

Il famosissimo triciclo motorizzato che ha accompagnato Henry Favre nell’avventura della prima edizione Malossi Delivery, poteva non montare i nostri componenti? Un mezzo Piaggio più unico che raro a 3 ruote con un cassone che era utilizzato negli anni 70 e 80 per la nettezza urbana. Henry ha saputo rivalutarlo e renderlo suo fedele alleato nella consegna dei nostri componenti agli 8 partecipanti della prima acclamatissima web serie

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Raudo

Dalla collaborazione con Vibrazioni Art Design nasce Raudo, il Ciao Piaggio dall’aspetto decisamente racing e accattivante. Presentato ai Wild Days 2019, il mezzo ha riscattato l’essenza di uno dei moped più amati e collezionati della casa Piaggio. Il manubrio ribassato e l’assetto sportivo vengono esaltati dai componenti Malossi, che lo trasformano in un vero e proprio razzo.

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Mini Cicciolo

Un Peugeot 103 dal telaio in lamiera di bidoni e dalla configurazione rivisitata sempre dagli amici di Vibrazioni.

Il ciclomotore, frutto della moda francese degli anni 80, elaborato con un manubrio da cross, è stato esposto all’Autodromo di Varano de’ Melegari durante l’evento Wild Days tenutosi nel 2019. La variante modep off-road esprime al massimo livello l’estro e la potenza delle due aziende.

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Vespa Special 50

Il mezzo più iconico della storia degli anni 70/80 e diventato famoso in tutto il mondo, viene da noi celebrato con una livrea unica ed esposto nello stand Malossi in occasione di Eicma 2018. Malossi, che nel corso degli anni ha prodotto innumerevoli componenti per il mezzo cult della casa di Pontedera, si è affidata a Michele “Enko” per la realizzazione di questo veicolo dall’aspetto singolare e unico, attualmente esposto proprio nella hall aziendale

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Kymco Downtown 350

Il mezzo che ci riporta con la mente al World Malossi Day del 2016 ad Adria,  durante il quale venne istituito proprio il Kymco Event, una gara singola alla quale parteciparono 12 piloti provenienti da varie nazionalità. Preparati da Malossi stessa, i 12 veicoli equipaggiati di tutto punto con i particolari racing e dalla livrea con i colori dell’azienda bolognese, hanno preso parte all’atto finale della 29esima edizione dei Trofei Malossi, trasmessa in diretta streaming anche in lingua inglese.

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