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Persone 10/03/2026

Marie in visita dove le idee scorrono come l’olio

Marie arriva da lontano, curiosa di vedere con i suoi occhi dove è nato il suo kit da 47 mm. Viene dagli USA e non sappiamo esattamente cosa si aspettasse dalla nostra sede, ma abbiamo capito che non immaginava di trovare un edificio giallo e allegro, alla periferia di Bologna, costruito attorno a un ulivo. Qui ha trovato ingegneri e designer concentrati nei loro uffici e il reparto commerciale e il marketing in un’ala dedicata.

Ha scoperto che logistica e produzione sono sempre in questo stabilimento e che nell’area produttiva ci sono braccia robotiche che lavorano con precisione incredibile, insieme a persone che rifiniscono ogni pezzo a mano controllandoli uno per uno. E in un angolo, a un banco di lavoro, ha trovato un uomo di 94 anni che ripara con calma un macchinario. È Ugo Malossi in persona che, tra l’altro, una volta l’anno ancora raccoglie con le sue mani le olive dall’albero aziendale, le porta al frantoio e ritorna con qualche bottiglia di olio evo buono come i componenti Malossi.

Reparti diversi, stessi obiettivi

La nostra Cecilia, responsabile export, guida Marie Kay alla scoperta del nostro stabilimento dove nota anche qualche buffo dettaglio: sulla scrivania di qualcuno c’è un porta-graffette ricavato dal corpo di un variatore. Ride e pensa “Può succedere solo in Malossi”. Lei incontra i referenti export delle varie aree del mondo, chiacchiera con il reparto Finance, osserva, ascolta, fa domande. È la prima volta che vede da vicino il livello di struttura e tecnologia che sta dietro componenti che, fuori da qui, molti considerano solo “pezzi da montare per andare più forte”.

La sua visita si snoda attraverso il reparto spedizioni, dove Stefano e Fabrizio confezionano i componenti pronti, i più grandi finiscono nelle ormai famose scatole arancio fluo.
Arriviamo al bancone ricambi: quando arrivano gli ordini, Alex li preleva dagli scaffali e li prepara. Lavora qui dagli anni ’80, conosce l’inventario come il palmo della sua mano. Marie gli chiede notizie di un pezzo fuori produzione: un cilindro a liquido per Honda Hobbit. Alex si dirige deciso verso un armadio pieno di raccoglitori e ne prende uno datato 1995. Lo apre sul bancone, va alla sezione “Honda Camino”, che è come chiamiamo la Hobbit in Italia ed ecco il nostro cilindro aftermarket. Alex digita il codice nel computer e conferma che è fuori produzione ma, curiosamente, ci sono ancora in giro alcune teste raffreddate a liquido.
“Dì a chi di dovere che devono ricominciare a produrre quei cilindri”, dice Marie.
Risponde Cecilia: “Vieni, andiamo a incontrarlo, glielo dici di persona!”.

Ed è così che Marie entra in una stanza piena di sensori, cavi, strumenti. Qui è dove sono testati e calibrati i motori, ma sembra più una sala operatoria che un’officina meccanica. In un’altra stanza si misurano scarichi ed emissioni, mentre al banco prova si studia ogni curva di potenza. Ma ferma tutto: è ora di pranzo.

Si condividono pranzo, informazioni e valori

La mensa è una stanza luminosa con tavoli gialli, riviste di moto e persone di reparti diversi che mangiano insieme, fianco a fianco. Lei si accomoda, osserva e capisce che questo posto funziona anche perché chi ci lavora si incontra e si confronta con gli altri.

Dopo pranzo Cecilia accompagna Marie in un’area piena zeppa di scooter, Vespa e motorini, compreso uno scooter-slitta. Sono tutti mezzi malossizzati, o riferimenti per nuovi progetti. Qui c’è anche il primo motorino di Alessandra Malossi, un Bravo azzurro con un adesivo di Snoopy, a ricordare che Malossi è un’azienda solida ma prima di tutto è una famiglia che ha sempre avuto una visione.

Il suo tour è quasi concluso ma non prima di farle ammirare la Malossi MVR e di incontrare Fabio, che lavora qui da quando aveva 13 anni ed è amico di Andrea Malossi fin da bambino. Si emoziona un po’, gli chiede qualcosa sul carter MP-ONE e il Big Bore per Vespa. Fabio annuisce, va alla finestra, prende un MP-ONE appoggiato lì come per caso e risponde alle sue domande punto per punto, confrontando anche le informazioni con il sito Malossi, che peraltro è una miniera di dati. Si immerge nella conversazione e si dimentica del cilindro a liquido per l’Honda Camino di cui voleva chiedergli. Pazienza, potrà sempre tornare a trovarci e parlargliene allora.

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