Ci sono due austriaci, due americani e ventidue italiani in Sardegna e no, questo non è l’inizio di una barzelletta sciocca.
Si è chiusa la seconda edizione del Malossi Moped Rally organizzato da Henry Favre e siamo molto soddisfatti del risultato: abbiamo rotto un telaio ma nessun osso (evviva!). Un telaio, sì, quello di un ragazzo di Brescia che, di notte, è andato a comprarne uno nuovo, ha smontato tutto, rimontato tutto e il giorno dopo ha corso con gli altri fresco come una rosa. Chiamatela follia, chiamatela passione o come volete: per noi questo è lo spirito dei Malosser.
Dal 29 aprile al 4 maggio 2026, 26 persone – non tutte italiane, non tutte di primo pelo, nessuna omologata – hanno esplorato la Sardegna su motorini che non erano nati per lo sterrato ma che in qualche modo lo sono diventati. In quei giorni hanno percorso 3 tappe, dormito al campo base di Arborea, visitato luoghi come Piscinas, miniere abbandonate, la periferia di Oristano e Torre dei Corsari.

Il gruppo che non ti aspetti
4 austriaci con i loro Puch, 2 americani amici di Henry che hanno attraversato l’Atlantico, veterani della prima edizione tornati con un amico perché volevano rimettersi alla prova.
Tra loro c’era lo stilosissimo Jean-Pierre – barba bianca e un motorino del 1961 – che dormiva meno di tutti gli altri per godersi la compagnia anche di notte. C’era Pony, che si è guadagnato questo soprannome grazie al suo Gilera Eco con le ruote da 12 pollici, tecnicamente la scelta peggiore per fare fuoristrada, praticamente un cavallino da carosello del luna park. Eppure era lì, con tutti gli altri.
C’era il più giovane del gruppo, Samuel, che ha avuto l’idea geniale di partire – il primo giorno – senza fare il pieno e ha percorso ben 6 chilometri prima di restare prevedibilmente a piedi. Quando Henry gli ha risposto: “Stai bene, sei a posto, appena riesco passo a prenderti. Nel frattempo non so, prova ad arrangiarti, a chiedere una mano”, Samuel ha messo in moto una concatenazione di eventi che non dimenticherà mai.

Ha chiesto aiuto ai pescatori di un villaggio lì vicino che l’hanno aiutato con la miscela e l’hanno rimesso in moto, per poco. Sì, perché il telefono di Samuel si è scaricato, quindi il nostro eroe non poteva più visualizzare la mappa del Rally, ma non si è lasciato abbattere: ha chiesto a un signore il permesso di caricare il cellulare a casa sua. Risposta: “Sì, però in cambio aiutami a spostare i trattori”: il tempo di afferrare il volante e ha riavuto la sua mappa. Samuel ha raggiunto gli altri lungo il percorso, così felice che ha reso felici anche noi.
Non che gli altri partecipanti abbiano vissuto meno avventure di lui, ma manterremo i loro segreti: quel che succede al Malossi Moped Rally resta al Malossi Moped Rally, ricorderemo per sempre cos’hanno combinato in quei giorni e sotto i gazebo la sera.

Note per la prossima edizione
Il Malossi Moped Rally non è una gara e non è “un’esperienza comoda”. È per gente flessibile, che si adatta e che ha solo voglia di divertirsi anche trascorrendo ore a capire come far ripartire il proprio Ciao con ingegno e creatività italiana. Al Malossi Moped Rally ci si aiuta, ci si inventa di tutto, non ci si dispera mai – nemmeno quando si rompe addirittura un telaio – ed è il momento in cui una barba color neve in sella a uno Yamaha Chappy del 1961 dimostra di avere più energia dei ventenni.
Henry, senza voce, ha riportato a casa tutti, con tutti i denti, con 26 nuovi amici e una lista di insegnamenti per la prossima edizione:
- Le candele non sono mai abbastanza
- Meglio portare anche un telaio di riserva
- Mai sottovalutare il potere che un’avventura può avere sulle persone di ogni età
La prossima edizione del Malossi Moped Rally sarà a maggio 2027: iscriviti alla nostra newsletter e segui i nostri account social per essere tra i primi a partecipare.