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Malossi GAS 22/05/2026

Ciao, sono Lello il Ciao

La straordinaria storia di un motorino

Mi presento: sono il Piaggio Ciao del 1975 giallo che ogni tanto compare su questi schermi. Ma non sono sempre stato così.

Sono nato rosso e ora sono giallo, ero a puleggia e oggi ho il variatore, credo che di originale mi siano rimasti solo telaio e serbatoio (ovviamente, visto che sono un tutt’uno). A proposito di serbatoio, scusate se me ne vanto, ma sono molto orgoglioso di non aver mai avuto bisogno di bermi la Tankerite, anche se sono stato fermo 5 anni buoni.

Insomma, date del “vecchio ferro arrugginito” a qualcun altro.

Lello, Lello Favre

Sono diventato un Favre per puro caso, non so come mi sento se mi fermo a pensare che al posto mio potrebbe esserci un altro.

È andata così: da bambino ero un premio per i grossisti di pasta. Forse non lo sapete, ma i Favre, prima di diventare gelatai, erano appunto grossisti di pasta (i nonni paterni di Henry, più precisamente). Un noto brand del settore decise di regalare dei Ciao come me al raggiungimento di un numero di vendite che in tutta onestà non saprei dirvi. I Favre raggiunsero le vendite richieste, così fui spedito in Valle d’Aosta e divenni il motorino del padre di Henry, quando ancora non era padre di nessuno. All’epoca eravamo entrambi giovani e brillanti ma mi sento di dire che, anche se sono trascorsi molti anni, siamo ancora abbaglianti.

Poi sono passato nelle mani di Henry.

Avventure, avventure e ancora avventure

Non è che avessi molta scelta: quando Favre Jr. ha deciso di fare il giro d’Italia in Ciao, non ho potuto tirarmi indietro. Però sapete cosa? È stato emozionante: nelle nostre tappe siamo stati ospitati dai nostri connazionali, abbiamo conosciuto tante persone che altrimenti non avremmo mai nemmeno incontrato e ci siamo divertiti molto. All’epoca avrei detto che “ci siamo divertiti come dei pazzi”, ma non sapevo ancora che l’asticella della sana follia potesse arrivare molto oltre.

Dopo il giro d’Italia di 2 mesi, abbiamo percorso insieme la strada tra Aosta e l’isola di Skye nelle Highland scozzesi, visitato l’America in Ciao – 3945 km in 35 gg. sulla Route 66 con papà – e viaggiato adagio per il giro del mondo in Ciao. Sul mio cruscotto i km non si contano più, ma il contachilometri non è la prima cosa che si nota di me.

Bisogna ammettere che, in tutti i nostri viaggi, Henry abbia dimostrato un infinito spirito di adattamento. Per intenderci, sono nato con la sella quadrata – che mi dicono sia la più scomoda in assoluto per viaggiare – eppure Henry ce l’ha fatta anche così (poi l’ha cambiata, che va bene avere un po’ di spirito di sacrificio ma non esageriamo).

E se è vero che spesso sono maltrattato, mi sento molto fortunato: da quando Henry collabora con Malossi, ho accesso ai migliori componenti per Piaggio Ciao in circolazione, che mi permettono di fare praticamente qualsiasi cosa. Devo solo ricordarmi che, anche se cambio ogni singola vite o bullone ed è come se fossi sempre nuovo, alla fine sono sempre io.

Come me la passo ora? Beh, sono appena tornato dal Malossi Moped Rally di Sardegna 2nd edition, dove sono stato il fedele destriero di uno dei partecipanti americani di quest’anno, un tipo scatenato con cui mi sono divertito da pazzi (ecco, qui si può dire proprio così). Ripartirei oggi stesso per tornare al bivacco e ascoltare storie e risate, ma resterò qui al Cabanon di Aosta, a disposizione di Henry: ancora non mi ha detto niente, ma senza dubbio gli ronza per la testa qualche altra impresa in cui presto ci imbarcheremo insieme.