Tre generazioni, due passaggi di testimone. Passione per le moto e passione per l’impresa sono le vocazioni della famiglia Malossi.

MALOSSI “IL MARCHIO” 82 ANNI DI STORIA.

La nostra storia inizia nel 1930 quando Armando Malossi fonda a Bologna la Cicli e Moto Malossi, impresa rivolta alla costruzione di cicli e alla riparazione di moto. Per quanto quelli fossero anni molto difficili, nemmeno il terremoto, un metro di neve e la crisi economica del ’29, riuscirono a smorzare il suo entusiasmo. Risale a quell’anno il suo matrimonio con la signorina Laura Casoni, subito coronato dalla nascita del figlio primogenito, Ugo. Il quadro storico non era certo dei migliori: la guerra di Spagna, la guerra d’Africa, le sanzioni, e poi, nel 1940, l’inizio della seconda Guerra Mondiale e i bombardamenti che, di lì a poco, avrebbero cominciato a colpire la città di Bologna. Nel 1943 una bomba rase al suolo il laboratorio di Armando e rese inagibile l’abitazione. Lungi dallo scoraggiarsi, Armando raccolse l’attrezzatura scampata alla distruzione dello stabile e trasferì la sua attività in un piccolo locale fuori città. La situazione generale si faceva sempre più critica e l’attività di Armando si trovò a dovere fronteggiare un mondo stravolto dalla guerra. A circolare erano solo poche biciclette, i ricambi erano introvabili, i pneumatici potevano essere acquistati solo alla borsa nera, tutte le auto e le moto ancora funzionanti erano state requisite e consegnate all’esercito e, come se non bastasse, non si trovava nemmeno più il carburante. Nella primavera del 1945, un mese prima della fine della guerra, nasce il secondogenito, Sandro. La spinta alla ricostruzione dà nuova linfa e nuovi stimoli all’impresa di Armando. La vita ricomincia lentamente a ritornare alla normalità. Ormai si ripara di tutto, si costruiscono biciclette e anche qualche ciclomotore, si restaurano le moto militari, i residuati bellici e le vecchie moto scampate alle requisizioni perché erano state nascoste nelle cantine e nei fienili. L’industria motociclistica pian piano riparte e fanno la loro comparsa i primi motorini ausiliari da combinare alle biciclette. Tra i numerosi marchi presenti, come non ricordare il Mosquito della Garelli e il Cucciolo della Ducati? Per non parlare della moto Guzzi, della Gilera e della Benelli, marchi storici italiani, e di tutte le altre grandi marche europee che risorgono ovunque. In quel periodo di ristrettezze economiche inimmaginabili per chi vive nella prosperità dei nostri tempi, i prezzi di questi motocicli erano fuori dalla portata della gente. Questa circostanza indusse Armando, pieno com’era di passione e di spirito d’iniziativa, ad acquistare due moto Guzzi 500 e una lambretta per affittarle.

Come siamo arrivati fin qui

LA NOSTRA STORIA

UGO MALOSSI – PRESIDENTE

Ugo Malossi
Ugo Malossi
PRESIDENTE

Ugo Malossi, l’artefice della svolta che ha fatto della Malossi l’azienda che è oggi, lasciò gli studi ancora giovanissimo per affiancare il padre nella sua attività.  Forte della passione per i motori che nutriva fin da bambino, non appena cominciarono ad apparire i primi scooter, Ugo pose una condizione al padre: abbandonare ogni altra attività per dedicarsi esclusivamente alle moto. Armando non si oppose, pur avanzando parecchie perplessità sul buon esito dell’operazione. . Lasciando  campo libero alla creatività e allo spirito di iniziativa che lo contraddistinguono, e stimolato dal fervore costruttivo che pervadeva la città di Bologna, dove stavano nascendo decine e decine di aziende costruttrici di ciclomotori e moto leggere, mentre l’Italia si andava riempiendo di Vespe e Lambrette, Ugo costruì una moto leggera 75 cc. per un suo amico e una 125 cc per sé. Si trattava di due prototipi integrali a partire dal telaio.

Nel 1957 Ugo  acquistò la Mar S.r.l., un’azienda che si occupava dell’assistenza ai carburatori DellOrto, e la trasformò nella Casa del Carburatore affiancando all’attività che era stata propria della Mar S.r.l., quella che era la sua passione autentica: la preparazione di motori a due e a quattro tempi.

In quegli anni, Ugo cominciò a produrre  una linea di impianti di alimentazione per moto elaborate e racing, destinati  a ciclomotori, moto leggere e scooter,  e una serie di gruppi termici per le più importanti maximoto europee e giapponesi. Si trattava di impianti costruiti con carburatori Dell’Orto, completi di condotti d’aspirazione, prese d’aria, comandi e tutto quanto occorreva per il montaggio, studiati e tarati in modo specifico per ciascuna moto. La sua passione si tradusse in un enorme lavoro, tanto è vero che le tarature approntate, tuttora presenti negli archivi della Malossi, furono oltre un migliaio, per non parlare delle centinaia e centinaia di componenti creati per assemblare i gruppi destinati alle maximoto a due, a tre, a quattro e a sei cilindri. Una parte di questi impianti è stata usata nelle gare di endurance che si svolgevano in tutto il mondo e un centinaio è stato creato appositamente per un modello di MV 4 cilindri di serie trasformato direttamente dai tecnici del reparto Corse della MV Agusta.

Nel 1959 Ugo mise a punto una Ducati 125 cc. di serie con cui l’esordiente Piero Cava nella gara in salita della Bologna San Luca si qualificò secondo, a pochissimi attimi dal primo e davanti al resto della squadra ufficiale Ducati.

Nel frattempo le condizioni economiche dell’Italia e dell’Europa erano notevolmente cambiate. Si parlava di Miracolo Economico, l’attività ferveva in ogni campo e le ristrettezze della guerra erano ormai alle spalle. Era cambiato anche il modo in cui la popolazione del vecchio continente si avvicinava ai mezzi di trasporto: l’interesse per le moto era diminuito a favore dell’automobile che, improvvisamente si trovava ad essere il mezzo di trasporto più ambito, tanto è vero che le utilitarie invasero il nostro paese. Ugo capì che era giunto il momento di riconsiderare la sua attività ed estese l’attività della Casa del Carburatore anche alle auto, svolgendo assistenza e vendita di carburatori di tutte le marche. Quando la Carburatori Dell’Orto creò  linee di carburatori per auto con cui equipaggiò vetture Alfa Romeo e Lancia, la Casa del Carburatore non si lasciò sfuggire l’opportunità di commercializzare e produrre impianti speciali, completi di prese d’aria e collettori, per vetture elaborate e racing, e non trascurò neppure i carburatori industriali.

Nel 1962 Ugo sposò Maria Bolognini e nel giro di pochi anni  diventa padre del suo primogenito,  Andrea, nel 1965, e Alessandra, nel 1968. Della nuova generazione Malossi parleremo nel proseguo della nostra storia.

Nel 1969 l’economia del paese era ancora in crescita, ma i problemi non mancavano. L’inquinamento da emissioni di gas di scarico delle auto aveva raggiunto livelli troppo alti e si ventilavano provvedimenti per riportarlo entro limiti accettabili, stavano per essere varate nuove normative sulla circolazione stradale e nuove regole per i laboratori che si trovavano nei centri storici e nelle loro vicinanze. Ugo pensò, allora, di precorrere i tempi e di creare una nuova azienda: nacque così il progetto C.D.C. Si trattava di acquistare un terreno sul quale costruire una piccola fabbrica di parti speciali per carburatori e una modernissima stazione di servizio per carburatori auto in cui trasferire le nuove attrezzature per la diagnosi dei motori e la taratura dei carburatori.

Sandro Malossi
Sandro Malossi
Responsabile Marketing e Manifestazioni sportive

SANDRO MALOSSI – Responsabile Marketing e Manifestazioni sportive

Nel 1969 il fratello di Ugo, Sandro, terminati gli studi, entra a far parte della direzione aziendale e assume il ruolo di Responsabile Commerciale e la direzione dello sviluppo informatico dell’azienda. Nel 1974 Sandro sposò Dina Covotta che nel 1983 gli donerà il primogenito Riccardo. Nel frattempo la Casa del Carburatore si era consolidata, aumentando l’organico, trasferendosi nella nuova sede di Bologna, in Via Zanardi nr. 29, più grande e moderna, acquisendo un numero importante di nuovi clienti esteri e incrementando notevolmente il suo volume di affari. In ossequio al progetto di decentramento delle industrie, nella sua nuova sede di Calderara di Reno, la C.D.C. inizia la produzione di parti per carburatori e stampi progettati dai suoi nuovi tecnici. Nel 1978 la C.D.C. produce il primo kit di trasformazione per motore in scatola di montaggio. Si tratta di un kit dedicato al ciclomotore giapponese Yamaha TY 50 cc. formato da gruppo termico, impianto di alimentazione, impianto di scarico e istruzioni di montaggio. E’ un successo! Nel primo anno di produzione le vendite ammontano a ben 8.500 pezzi! La svolta è compiuta! Il successo del primo gruppo di trasformazione fa intravedere ad Ugo la possibilità di avviare un nuovo filone di produzione. La richiesta del mercato aumenta: nascono a decine i kit per ciclomotori francesi, giapponesi e italiani, seguono poi quelli per le Vespe e i 125cc giapponesi e italiani. I modelli prodotti superano ormai il centinaio. Il giro d’affari è aumentato e i volumi delle merci in movimento sono molto maggiori, tanto che non si può procrastinare oltre un ulteriore balzo in avanti: è necessario acquisire nuovi spazi, dare alle aziende un assetto più industriale, lasciare alla C.D.C. la lavorazione meccanica e trasformare l’attività commerciale e di manutenzione della Casa del Carburatore in un’azienda di produzione vera e propria con un marchio forte. Nel 1983 la Casa del Carburatore acquista un capannone di duemila mq di superficie a Calderara di Reno e vi si trasferisce, cambia la sua ragione sociale in MALOSSI S.R.L. e incorpora l’ufficio tecnico, il reparto esperienza e la sala prova motori.

Andrea Malossi
Andrea Malossi
Responsabile ricerca e sviluppo

Andrea Malossi-Responsabile ricerca e sviluppo

Il primogenito di Ugo, Andrea, entra allora a far parte del Consiglio di Amministrazione e affianca il padre nella Direzione Tecnica e Sperimentale. La Malossi S.R.L. sceglie quella che sarà la strada che contraddistinguerà tutta la sua attività futura e abbandona la manutenzione dei carburatori per auto e moto e la vendita dei kit e dei carburatori per auto. Ad essere mantenuti sono solo gli impianti di carburatori per moto, principalmente quelli legati ai kit di trasformazione.  Intanto viene prendendo forma l’aspetto sportivo dell’attività Malossi, indotto quasi naturalmente dalla tipologia stessa del prodotto. Dopo il primo kit per la Yamaha 50 cc., un ciclomotore innovativo sia dal punto di vista estetico che tecnico, fu la volta di quelli destinati ai ciclomotori automatici Peugeot e MBK, con cui per parecchi anni in Italia, ma soprattutto in Francia, sono stati disputati veri e propri Trofei monomarca liberi. Venne poi la volta dei motori completi da competizione per ciclomotori Peugeot e MBK e, infine, un ciclomotore completo 50cc elaborato secondo una precisa formula economica denominata MVR, integralmente MALOSSI.  Poi fu la volta del carburatore 13/13 per il ciclomotore Piaggio Ciao, lavorato a mano dalla Malossi e poi prodotto in serie dalla Dell’Orto. Al carburatore fecero seguito il cilindro e poi, via via, l’albero motore, il carter motore e, dulcis in fundo, il motore Malossi da applicare ai ciclomotori Piaggio Ciao, Bravo, Boxer, Si, ecc.

Prima di arrivare  agli scooter automatici che attualmente dominano lo scenario delle gare, ci sono state le corse  delle Vespe, ovviamente le Special, le ET3 125cc. maggiorate ed equipaggiate con i kit Malossi. Come non ricordare le grandi sfide e i successi della Malossi nei kartodromi e al Motor Show di Bologna, con la serie dei cilindri CVF brevettati, ancora oggi in produzione e in continuo aggiornamento? Nel 1988 viene preso in considerazione l’intero parco Piaggio dai 50cc alla Vespa 200cc PX e inizia la produzione dell’innovativo impianto di alimentazione integrale lamellare al cilindro fino alle 125cc e al carter per tutte le Vespe dalla 50cc fino alla 200cc. Contemporaneamente si comincia ad investire risorse per supportare manifestazioni di ciclomotori e scooter in cui si utilizzano componenti speciali a marchio Malossi sia in Italia che in Francia. Si tratta di Trofei organizzati e gestiti direttamente dall’azienda, nella persona di Sandro Malossi. Con il tempo l’area geografica si allarga e vengono organizzati Trofei anche in Grecia, in Inghilterra, in Spagna e in Germania con i nuovi scooter automatici che dominano la scena internazionale. In Italia, intanto, con scooter 50cc maggiorati 70cc, si disputa in autodromi un vero G.P., che è tuttora più vivo che mai, il Trofeo nazionale Scooter, nato come Trofeo aperto e per anni dominato da Malossi, poi trasformato in monomarca Malossi.

Alessandra Malossi
Alessandra Malossi
RESPONSABILE COMMERCIALE

ALESSANDRA MALOSSI – Responsabile commerciale

Nel 1988 Alessandra Malossi entra a far parte del Consiglio di Amministrazione e oggi è la responsabile commerciale dell’azienda di famiglia.
Alessandra ha mosso i suoi primi passi in azienda fin da quando, ancora adolescente, durante le vacanze estive lavorava in magazzino per prendere dimestichezza con i prodotti Malossi e le linee di evasione degli ordini. Dopo di che, forte di una laurea in Economia e Commercio e di tutto l’entusiasmo che la contraddistingue, ha iniziato a lavorare in azienda a tempo pieno, occupandosi della commercializzazione del prodotto di famiglia in Italia e nel mondo. Fin dai suoi primi passi in azienda, Alessandra ha voluto dare un tocco femminile a un prodotto che, per lo più, viene maneggiato dagli uomini, che si perdono come bambini nel gioco della meccanica.
Convinta che un prodotto di qualità debba essere curato nei minimi particolari e non solo nella meccanica, nel corso degli anni Alessandra si è occupata di perfezionare persino gli aspetti che, ad un’analisi superficiale, potrebbero apparire superflui. C’è sempre tanto da fare per organizzare un’azienda che segue il prodotto dalla scelta delle materie prime fino alla sua progettazione e realizzazione, per garantire la soddisfazione del cliente finale, che deve ricevere il prodotto Malossi nel più breve tempo possibile, in un packaging idoneo e comunicativo, corredato da tutte le informazioni tecnico commerciali necessarie.
Per ottenere questo risultato tutta la catena di distribuzione è stata informatizzata, a partire dagli ordini che, non solo gli agenti e i clienti della rete ufficiale di vendita, ma persino i privati possono effettuare on-line sui diversi siti dedicati, malossicommercesystem per la rete di vendita e malossistore per i privati. Grazie a questi sistemi l’ordine arriva in azienda in tempo reale e viene immediatamente girato al prelievo in un magazzino che si avvale dei più avanzati sistemi di evasione basati sulla lettura automatica dei bar-code.
Alessandra è, nella famiglia Malossi, la persona che cerca di trasmettere al pubblico mondiale il complesso lavoro che si cela dietro ogni singolo prodotto, puntando sulle grafiche e le pubblicità che accompagnano la distribuzione di tutta la gamma Malossi che annovera, oltre al famoso marchio dai colori solari, i prodotti Racing MHR, gli ammortizzatori RS24, i lubrificanti 7.1., l’abbigliamento e i gadget Malossi Griffe, fino agli ultimi nati, i Malossi helmets.
Nemmeno l’impegno che comporta l’essere mamma di due gemelli, Francesca e Martino, è riuscito ad allontanare Alessandra da questo ambiente e dalla sua missione: rendere sempre più accattivante il marchio Malossi perché continui ad unire in un’unica passione tutte le persone che, in ogni parte del mondo, condividono l’euforia dell’elaborazione. Questa passione non conosce confini, come dimostra la circostanza che negli ultimi anni i mercati esteri abbiano raggiunto punte del 60% del fatturato globale dell’azienda. L’utenza del prodotto Malossi si distribuisce nei due emisferi opposti, quello asiatico e quello americano, per concentrarsi in quello che rimane il bacino di utenza più consistente, il continente europeo. A cambiare nel mondo non è la notorietà di questo marchio, ma il tipo di veicolo su cui vengono installati i prodotti Malossi.

Riccardo-Malossi
Riccardo Malossi
Responsabile comunicazioni Trofei Malossi

RICCARDO MALOSSI Responsabile comunicazioni Trofei Malossi

Riccardo Malossi è entrato a fare parte della Race Service, la società che gestisce i Trofei Malossi, con il ruolo ben preciso di Responsabile della promozione dell’immagine Malossi nell’ambito delle manifestazioni sportive.

A parte le sporadiche apparizioni dilettantesche iniziali, che risalgono agli anni ’50, la Malossi può vantare oggi un’organizzazione che non ha eguali nel settore a livello mondiale! Da oltre trent’anni e senza soluzione di continuità copre l’intero territorio nazionale con cinque Trofei monomarca Malossi che interessano scooter dai 50cc ai 600cc, a cui si affianca il Trofeo Yamaha R125 Cup per moto 125/180cc in cui Malossi, in qualità di sponsor tecnico ufficiale, fornisce il kit integrale necessario per la partecipazione. Da oltre cinque anni si disputa anche un Trofeo francese monomarca Malossi 80cc e un Trofeo 125cc su Yamaha. Per un quinquennio, parallelamente all’ininterrotta attività nella competizione velocità, la Malossi ha creato e gestito un Trofeo di scooter Cross aperto, dominandolo letteralmente. Anche in questa specialità i tecnici della Malossi hanno dimostrato la loro insuperabile capacità di approntare soluzioni tecniche al limite.

Nel 2000 la C.D.C. acquista a Calderara di Reno un capannone di oltre 3.000 mq, e, dopo averlo completamente ristrutturato, vi si trasferisce con un piano preciso: cambiare la ragione sociale in Malossi Engineering Srl e mettere in atto tutti i cambiamenti necessari per diventare una moderna azienda di produzione, dotata di un laboratorio metrologico e di uno metallografico, di treMalossi Engineering  sale prova, di un reparto di sperimentazione, di un ufficio tecnico, di un’attrezzatura all’avanguardia dagli stampi alle quattro isole robotizzate per la produzione dei variatoridai centri di lavoro orizzontale ai torni da barra a tre torrette e alla fresa Hermle per attrezzeria. E’ un balzo in avanti di entità epocale: una crescita esponenziale che porta la metratura da 350 a 3.200 mq, un’attrezzatura nuova fiammante e una tecnologia all’avanguardia per coronare un’esperienza aziendale di oltre 50 anni.

Nel 2005 la Malossi Srl diventa Spa e lascia la sede di via Bastia per trasferirsi nel nuovissimo capannone di via Roma 118/I, Malossi Via Romacostruito in ossequio alle più avanzate norme per la sicurezza e il risparmio energetico. Lo spazio a disposizione è notevole e gestito in modo logisticamente ineccepibile, le merci sono movimentate in modo programmato, il magazzino è dotato di scaffalature per lo stivaggio pesante alte 13 metri, di carrelli speciali per lo stoccaggio e il ripristino del picking, di armadi a piani traslanti per la gestione dei prodotti in confezione singola, di carrelli commissionatori per l’evasione degli ordini, di linee di confezionamento semiautomatiche e robotizzate, il tutto gestito e controllato da un sistema informatico che sovrintende la commessa con un sistema a doppio controllo, a partire dall’ordine del cliente fino alla spedizione della merce.

Nel 2010 sul nuovo stabilimento appena ultimato è stato installato un impianto fotovoltaico di 3.500 kw in grado di fornire una copertura del 76% del fabbisogno totale delle due aziende. Il 30 giugno 2012 la Malossi Spa incorpora per fusione la Malossi Engineering Srl. La nuova azienda si trova, quindi, a racchiudere in sé tutte le potenzialità sviluppate in 50 anni di lavoro ininterrotto, dalla progettazione e produzione interna certificata, a un’organizzazione commerciale che, non solo esporta in sessanta nazioni, ma è anche dotata di un sistema di e-commerce di proprietà in grado di operare in tutti i continenti.

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Nel 2008, in previsione dell’incorporazione dell’Engineering, nei 28.000 mq di terreno su cui sorge lo stabilimento di Via Roma 118/I, è stato costruito un ulteriore stabilimento di 4.500 mq con annessa una palazzina per gli uffici e un locale di 2.000 mq dedicati al carico e scarico delle merci. E’ previsto un ulteriore ampliamento per il trasferimento in toto delle attività della ex Engineering.oggi1

In questo breve excursus abbiamo delineato i punti salienti del percorso compiuto da una famiglia che fa impresa da ottantaquattro anni, superando difficoltà di ogni genere, e che oggi è pienamente consapevole che non tutti si potranno salvare dal cataclisma che sta sconvolgendo l’intero sistema economico mondiale. La direzione Malossi, come sempre, è determinata più che mai ed è pronta alla sfida con il futuro. Uno staff giovane e ben preparato, dotato di sistemi informatici d’avanguardia ai massimi livelli,  una strategia votata all’innovazione e al perfezionamento e una fede incrollabile nell’alta qualità di un prodotto calibrato per il mercato globalizzato che guarda oltre l’Europa, sono gli assi nella manica di quest’azienda che ha fatto del made in Italy e della qualità la sua bandiera.